Dalla scelta del vibratore ai segreti per il piacere di coppia. Tra censure, tabù e falsi miti il sex blogging sfida ogni imbarazzo e spiega alle donne perché è importante conoscere (a fondo) la propria sessualità

Sono trascorsi più di vent’anni da quando la dottoressa Joycelyn Elders
fu licenziata per aver difeso l’insegnamento della masturbazione nelle scuole: inaccettabile  l’idea dell’autoerotismo femminile. Ma quanto è cambiato da allora? Nell’era del porno mainstream e dei frustini da cinquanta sfumature, il sesso scandalizza ancora? Abbiamo rivolto questa domanda a Miss Juicy Candy, sex blogger italiana che nel suo blog Juicy Room  parla di libido e piacere, recensisce sex toys e li vende online. Giovane e audace, sfida pregiudizi e tabù a colpi di vibrazioni, dimostrando alle donne quanto sia importante avere consapevolezza della propria sessualità per sentirsi più forti e sicure.

Come ti sei avvicinata al sex blogging?

«Il blog è nato per caso. Inizialmente volevo aprire un sexy shop online, ma per etica professionale ho sempre voluto testare personalmente i prodotti da vendere e garantire che siano igienici, affidabili e sicuri. Ci sono vibratori di una plastica così scadente che si sciolgono. Ho cominciato a contattare le aziende per avere dei tester, hanno risposto positivamente e in cambio offro delle recensioni sul mio blog».

Quante sex blogger ci sono in Italia?

«Siamo pochissime, massimo cinque. Si tratta di un argomento che in molti tengono a distanza. Io sono l’unica a fare delle recensioni video dei sex toys, ma proprio perché siamo poche non c’è molta concorrenza, anzi spesso ci aiutiamo a confrontarci. I social sono molto restrittivi, dal punto di vista sessuale è difficile sponsorizzare le nostre pagine e farci un po’ di pubblicità».

Il sesso scandalizza ancora?

«Ebbene sì. C’è molta resistenza soprattutto da parte delle donne. Io punto a un pubblico femminile, ma accolgo più consensi da quello maschile. La promozione di una vita sessuale sana è ancora vista come un tabù. Credo che sia una questione di apertura mentale, sociale, di analfabetismo funzionale».

 Quindi ci sono donne che vanno in visibilio per “Cinquanta sfumature di grigio” e si scandalizzano davanti alla recensione di un vibratore. Cosa ne pensi di questo fenomeno letterario?

«Sicuramente il sesso stuzzica, è diventato sempre più maistream e questo lo ha reso anche più pericoloso. Sull’onda di “Cinquanta sfumature” molte persone si sono avvicinate al bondage, al BDSM e ad altre pratiche che se svolte senza le giuste conoscenze possono essere davvero pericolose. Sono nate anche tante linee di sex toys dedicate alla serie, ma non hanno destato tanto interesse».

Qual è il confine tra piacere e perversione?

«Il consenso reciproco. Se c’è quello è tutto lecito, altrimenti no».

Tu hai un compagno che condivide questa attività?

«Sì, ho un compagno che mi ha aiutata ad avviare il blog e si diverte a sperimentare con me tutto quello che c’è di nuovo. La nostra complicità è nata sicuramente da una buona intesa sessuale. Credo che manchi questo alle donne: un po’ di autostima e una persona che le faccia sentire apprezzate».

Nel porno online c’è ancora un po’ il retaggio ideologico dell’uomo che domina sulla donna?

«Sicuramente grazie al web si consuma molto più porno, ma non attribuirei a questo il predominio del maschio alfa. Ammesso che esista ancora un certo dominio: il porno sta attraversando una vera e propria rivoluzione al femminile, con l’avanzare di numerose registe e attrici che non si limitano al porno soft. Credo che le uniche responsabilità in materia siano da ricondurre all’educazione scolastica e familiare».

D’altronde l’educazione sessuale non è ancora una materia obbligatoria nelle scuole.

«Esatto e se ne fa pochissima. C’è bisogno di una comunicazione diversa con i ragazzi: dovremmo abbandonare un po’ i toni minacciosi su malattie e gravidanze e adottare un approccio più sereno che li aiuti a conoscere meglio il proprio corpo. Solo così potremmo aiutarli a essere più consapevoli e rispettosi dell’altro sesso».

Nel tuo blog parli di come i sex toys possano migliorare anche alcuni problemi di salute. In quali situazioni si rivelano così importanti?

«Ci sono sex toys di grande aiuto per le donne in menopausa, sottoposte a interventi chirurgici o a terapie varie. In questi casi subentrano fattori fisici che complicano la vita sessuale. Spesso per le donne in chemioterapia si verifica una tremenda secchezza vaginale che crea disagio e trasforma un piacere in una vera e propria tortura. L’utilizzo di un buon lubrificante può risolvere tutto questo. Esistono prodotti bio studiati per le donne affette da tumore; ci sono gli esercizi di Kegel che aiutano le donne a rinforzare la muscolatura del pavimento pelvico nel post partum, evitando perdite e prolasso vaginale. Grazie a queste tecniche si vive meglio e ci si conosce di più».

Il mercato online rende più semplice l’acquisto dei sex toys?

«É un’arma a doppio taglio. C’è il cliente che preferisce acquistare online perché così non si sente in imbarazzo, ma c’è anche chi ha più consapevolezza dei prodotti e preferisce toccarli con mano. Si tratta pur sempre di oggetti da utilizzare in zone molto delicate, è normale che qualcuno voglia vederli da vicino».

Quali sono i prodotti più gettonati online?

«Le donne quando procedono con gli acquisti ordinano un vero e proprio kit da guerra: c’è tutto l’occorrente per la stimolazione vaginale, clitoridea, anale, lubrificanti e disinfettanti. Gli uomini comprano molto lo strap-on, perché in molti optano per il sesso anale e amano essere penetrati dalla propria compagna».

C’è un po’ di egoismo negli acquisti. Non si pensa tanto in termini di “coppia”?

«Stando alla mia esperienza, effettivamente si pensa più a un piacere personale che di coppia».

Il mondo del sesso è ancora un po’ dominato da falsi miti e credenze: la sex blogger può essere un ponte con la realtà?

«Assolutamente sì, soprattutto per i maschi. Sono abituati a pensare che “più è duro, più si gode, più è lungo, più dà piacere”, ma non è affatto così. La donna dopo i primi venti minuti comincia a pensare alle bollette, soprattutto se ci si vede tutti i giorni. Alcuni uomini mi scrivono di non aver bisogno di nulla, perché soddisfatti dei loro 24 cm, ma non capiscono che se non li sanno usare non servono a nulla. Non a caso c’è anche molta richiesta di ingranditori e farmaci per allungare il pene: io sono totalmente contraria a cambiare ciò che ci ha dato madre natura, anche perché non è nei centimetri la vera svolta».

«In molte hanno apprezzato tantissimo uno stimolatore a forma di spazzolino elettrico che tramite la rotazione velocissima di una pallina fa raggiungere orgasmi inimmaginabili in 60 secondi. Mi sono stupita anche io di questo prodotto, perché non agisce sulla vagina, ma nelle grandi labbra e ti aiuta a scoprire punti di piacere che non avresti mai sospettato di avere».

La dimostrazione che la sessualità non ha confini. Cosa consiglieresti a tutte quelle donne che invece non vanno al di là delle proprie Colonne d’Ercole?

«Che piacersi è la cosa più importante per darsi e dare piacere. Sembrerà banale, ma è così. Non importa come siamo, se grasse, basse, magre o imperfette: bisogna esplorare se stesse e imparare a conoscersi per vivere meglio e avere maggiore sicurezza di sé».

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