Esistono coppie che si amano 365 giorni all’anno, ma non riescono a dirselo, perché ci sono le grane del lavoro, i figli, la casa, gli imprevisti della vita. Eppure nei loro sguardi, nei loro gesti, nelle loro complicità scorre amore come sangue nelle vene. Perché condannarli se ordinano rose rosse il 14 febbraio?

Che sia puramente carnale o immoralmente sacrale, l’amore resta avviluppato negli istinti di ognuno di noi. “Non colpisce in faccia”, perché quella è violenza, ma spesso “spacca il cuore” e forse per questo lo allontaniamo, ripetendo a noi stessi che sia giusto così.

Ma come sarebbe l’amore se per una volta provassimo a scardinarlo dalle nostre paure? Dalle bacheche svenevoli? Dalla minaccia incombente di un tradimento? Dall’equivoco guinzaglio della sottomissione?

Forse sarebbe più sincero e onesto nel rivelarci qual è il segreto che muove il sole le altre stelle. Imbrigliato nell’inquietudine dell’anima, preferiamo confonderlo a una notte di sesso, all’apoteosi di un corpo perfetto, all’ adrenalina di un sussulto fugace: palliativi facili e veloci.

La vera sfida non è nella difesa, ma nell’abbandono: siamo pronti a lasciarci cadere?

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